Riordino settore azzardo: Simeone (esperto), “segna un passo indietro in merito ai poteri di enti locali e Regioni”

“L’intesa raggiunta, oltre a disciplinare un tipo di attività che per le attuali caratteristiche è incostituzionale per contrasto all’art. 41 della Costituzione, in merito ai poteri degli enti locali e Regioni segna un passo indietro”. Lo dice in un’intervista al Sir Attilio Simeone, coordinatore del Cartello “Insieme contro l’azzardo”, commentando l’intesa raggiunta sul riordino del settore dell’azzardo, giovedì 7 settembre, nella Conferenza unificata Stato-Regioni. “Mentre la nostra Costituzione lascia a Regioni ed enti locali mano libera di intervenire qualora l’azzardo si manifesta con modalità molto aggressive sotto il profilo della salute pubblica – precisa Simeone -, l’intesa raggiunta impone di tenere in considerazione anche gli investimenti fatti dai concessionari. Si è voluto creare un ostacolo in più”. L’obiettivo dichiarato dell’intesa è la riduzione dell’offerta di gioco, ma, avverte l’esperto, “ridurre l’offerta non equivale a ridurre il consumo. Togliere dal mercato le slot obsolete installate nei rifugi alpini piuttosto che negli stabilimenti balneari e sostituirle con le Vlt, più aggressive in termini di capacità di fatturato e di rischio patologico conseguente, non comporterà necessariamente aver ridotto il consumo e quindi aver perseguito l’obiettivo della delega. Anzi, il timore che accada il contrario è assai fondato. L’istituzione di sale destinate nelle quali si entrerà mostrando un documento e di conseguenza non andando a disciplinare tutta l’offerta di azzardo come, ad esempio, i gratta e vinci, farà aumentare proprio il consumo di questi ultimi e quello on-line che non presenta attualmente alcuna disciplina”.

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