Cortile di Francesco: Bianchi (Bose), “l’Italia ha bisogno di esercitarsi nella fiducia”

(dall’inviata ad Assisi) “L’Italia ha bisogno di esercitarsi alla fiducia, soprattutto nelle nuove generazioni, perché se c’è la fiducia può anche attestarsi la speranza”. Con queste parole Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, ha concluso il suo intervento al “Cortile di Francesco”, incentrato sul tema del pellegrinaggio e del viaggio come metafora dell’esistenza umana, oltre che del cristiano. “Camminare insieme”, l’imperativo: in un momento in cui “la paura fa crescere l’individualismo, e l’individualismo fa crescere la paura”, occorre ritrovare la consapevolezza che “per sperare insieme bisogna stare insieme”. “Anche se la Chiesa vietasse i pellegrinaggi, si farebbero ugualmente”, ha affermato Bianchi, ricordando che “i pellegrinaggi non danno la salvezza: l’unica salvezza per il cristiano viene da Dio, e si traduce in carità vissuta”. Il pellegrinaggio, però, “è un momento antropologico che fa parte della vita dell’uomo e della fede, e anche se non è fonte di salvezza è assolutamente necessario per vivere da cristiani, per trovarci insieme, dire e sentire che siamo una comunità, un corpo, la Chiesa”. Quando viaggiamo o quando compiamo un pellegrinaggio, il monito di Bianchi, non dobbiamo mai dimenticare i poveri, “che non si muovono mai”, o coloro che “fanno i viaggi a rischio della loro vita, per un po’ di pane o di libertà. Sono quelli che viaggiano a caro prezzo, e che noi abbiamo la responsabilità di accogliere in maniera intelligente, come sono intelligenti l’amore e la gratuità”.

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