Cortile di Francesco: Augè (antropologo), “Macron svolta decisiva? È troppo presto”

(dall’inviata ad Assisi) L’elezione di Macron a presidente della Francia segna “una svolta decisiva” nella storia del Paese d’Oltralpe? “È troppo presto per dirlo”. L’antropologo Marc Augé, intervenuto al “Cortile di Francesco” per parlare della situazione della Francia, ha fatto notare che “la procedura normale di assegnazione di responsabilità di potere a personalità che non hanno niente a che fare con la politica, qualora venisse confermata dai fatti,  sarebbe una vera rivoluzione che eviterebbe che la classe dirigente sia troppo occupata nei suoi interessi”. A proposito dei recenti attacchi terroristici di cui a più riprese è stata bersaglio la Francia, Augè ha fatto notare che i francesi “hanno compreso che il primo target dei terroristi erano i loro compatrioti musulmani, non tutti credenti e tanto meno praticanti”. Il 41% dei musulmani francesi – ha ricordato snocciolando i dati – si dichiara credente e praticante, contro il 16% dei cattolici; il 34% dei musulmani si dichiara credente e non praticante, contro il 57% dei cattolici. Il 25% dei musulmani si dichiara senza religione, contro il 27% dei cattolici: solo il 25% dei musulmani frequenta la moschea il venerdì. Ciò significa, secondo Augè, che “il primo obiettivo dell’offensiva contro la Francia è la lotta contro l’occidentalizzazione progressiva dei musulmani francesi”. Tra le cose che hanno colpito di più del modo in cui la Francia ha reagito agli attentati, “la dignità della folla”. “Casa e scuola”: sono queste, per Augè, le priorità da assicurare agli immigrati, dopo “il fallimento della politica”, avvenuto all’insegna di “una parola pessima: assimilazione”. “Gli immigrati ci sono e rimarranno”, ha concluso l’antropologo: “Dobbiamo capire come trasformarli in cittadini a pieno titolo e offrire loro un avvenire”.

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