Cortile dei Gentili: Giannini, “stoytelling” spesso è “manipolazione”, “resistere alle sirene”

(dall’inviata ad Assisi) “La crisi di fiducia nei giornalisti è il riflesso di una più generale crisi di fiducia di cui soffre il nostro Paese”: a cominciare dalla politica, che gli italiani considerano “un esercizio di potere sempre più esposto ai singoli interessi”, e dunque passibile di “delegittimazione”. Lo ha detto il vicedirettore de “la Repubblica”, Massimo Giannini, intervenuto al “Cortile di Francesco”. “La reazione di difesa che i media adottano rispetto a questo generale processo di delegittimazione – ha spiegato Giannini – è il cosiddetto storytelling, la narrazione, che non è solo un fatto stilistico, ma contenutistico”. “Questo tipo di narrazione – la denuncia del giornalista – si traduce sempre più spesso in manipolazione: oggi in Italia non c’è più accordo su niente, neanche sui numeri”. “La verità non c’è, ci sono i fatti alternativi”, ha detto Giannini citando l’espressione usata dal portavoce del presidente americano Trump quando è stato interpellato dai giornalisti Usa in merito alla coerenza tra quanto detto in campagna elettorale e quanto poi messo in pratica. Come reagisce, a sua volta, l’opinione pubblica nostrana a questo meccanismo comunicativo? “La gente o scappa o si lascia travolgere dal flusso mediatico”, la risposta di Giannini, secondo il quale il compito dei giornalisti è “resistere”, andare in controtendenza: “Non mollare la realtà, non lasciarci andare alle sirene della narrazione, ma guardare più lontano e più a fondo”, la sua proposta.

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