Cibo: Beasley (Wfp), quando fame aumenta, migranti raddoppiano

(DIRE – SIR) – “Ogni volta che la fame aumenta dell’1 per cento aumentano le migrazioni del 2 per cento, per questo esorto i leader mondiali a eliminare i conflitti e a raggiungere l’obiettivo ‘fame zero'”. Lo dice David Beasley, direttore esecutivo del World food program (Wfp), intervenendo a Roma alla presentazione del rapporto “The State of Food Security and Nutrition in the World 2017” (“Lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo”). Per Beasley è una “grande vergogna per tutta l’umanità – con tutta la ricchezza e i progressi scientifici e tecnologici raggiunti – non essere riuscita a invertire la rotta, raggiungendo questi obiettivi”. Se, da una lato, la buona notizia è che i Paesi da tempo abbiano abbiano deciso di riunirsi per discutere della fame, “e questo ha permesso di ridurre la fame per 200 milioni di persone in 100 anni”, d’altra parte il problema non è stato debellato: “Al 2016 – rivela il rapporto delle agenzie Onu e dell’Oms – ne risultano ancora oltre 800 milioni. Ben 19 Paesi affetti da fame e denutrizione gravi sono teatri di guerra e conflitti protratti. Il 75 per cento dei bambini che patiscono la fame si trova appunto in queste aree”. (www.dire.it)

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