Bioetica: Fatebenefratelli, concluso a Madrid il primo congresso mondiale

Il diritto alla salute e ad una vita degna, la povertà e le sfide ambientali: questi alcuni temi affrontati nel primo Congresso mondiale di bioetica che l’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio (noto come “Fatebenefratelli”) ha tenuto in questi giorni a Madrid alla presenza di 500 persone, tra religiosi e collaboratori degli Ospedali dell’Ordine – attivo ancora oggi, dopo 500 anni, con 300 opere nei 5 continenti – professionisti e studenti di ogni aspetto della bioetica. Lo riferisce un comunicato. “Ospitalità, bioetica e persona”, lo slogan dei lavori. Tra le personalità intervenute alla cerimonia d’apertura, l’arcivescovo di Madrid, mons. Carlos Osoro. Nella sua relazione iniziale, il superiore generale dell’Ordine, fra Jesús Etayo, ha posto l’accento sul fatto che la bioetica è la disciplina che studia i dilemmi etici della vita, “presenti in tutti gli ambiti, assecondati dal protagonismo delle persone e dalle decisioni che bisogna prendere in campo sanitario, oltre che dai progressi della scienza medica che aprono nuove forme di intervento sulla vita umana, dall’inizio alla fine naturale”. Ha quindi sottolineato che l’Ospitalità è “principio, valore, virtù e punto di riferimento etico” dei Fatebenefratelli; una missione – parafrasando le parole di Papa Francesco – che porta l’Ordine a curare le fragilità del mondo. Fra José M. Bermejo, presidente del Comitato organizzatore, ha sottolineato che la “bioetica deve essere aperta al mondo, al dialogo, all’incontro, alla libertà e al rispetto di tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro lingua, cultura, condizione sociale o credo religioso”. Per il filosofo e teologo  Francesc Torralba, la dignità umana è un concetto che non può essere privo di contenuto e non deve lasciare indifferenti. La bioeticista clinica M. Teresa Iannone ha parlato delle questioni etiche critiche nella vita dell’Ordine oggi.

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