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Siria: Caritas Italiana, i giovani siriani “come fiori tra le macerie”. Un progetto per contribuire al recupero del patrimonio artistico siriano

“Come fiori tra le macerie”: è il nome del progetto messo in campo da Caritas Italiana per i giovani siriani. A parlarne oggi al seminario promosso da Caritas Italiana, e rivolto alle Caritas diocesane, per approfondire la situazione in Siria e Terra Santa, è stato Danilo Feliciangeli che per Caritas Italiana coordina i progetti in Medio Oriente e Grecia. “Quello della collaborazione nello sviluppo di programmi di animazione socio-pastorale rivolti ai giovani è un campo che sta particolarmente a cuore a Caritas Italiana e il progetto ‘Come fiori tra le macerie’ lo vuole testimoniare. Il tasso di disoccupazione tra i giovani siriani è stimato intorno al 78%, e molto più alto tra le donne. Molti di loro vivono nella paura, nell’isolamento, nella totale incertezza del futuro, dato che 2,6 milioni di giovani sono sfollati interni e 2,7 bisognosi di assistenza” afferma Feliciangeli che denuncia come solo “il 24% degli adolescenti e dei giovani sia raggiunto dagli aiuti umanitari, solo il 40% dei programmi prevede interventi specifici per loro e solo il 28% degli attori umanitari prevede il coinvolgimento di giovani e adolescenti nei loro interventi”. Dopo una mappatura dei bisogni dei giovani, avvenuta grazie a una ricerca condotta nei mesi scorsi, si è giunti alla decisione di costituire a Damasco un laboratorio professionale dove offrire corsi residenziali a giovani provenienti da tutto il paese, cristiani e musulmani. Attraverso una formazione qualificata, per la quale si cercheranno di coinvolgere istituzioni di eccellenza italiane, i giovani acquisiranno competenze nell’ambito del restauro artistico e del mosaico così da contribuire professionalmente al recupero dell’enorme patrimonio artistico siriano andato distrutto a causa della guerra. “Vedere giovani siriani di fede cristiana e musulmana lavorare insieme nel restaurare chiese, moschee, quadri, mosaici sarà un segnale per tutto il Paese – afferma Feliciangeli – vivendo e lavorando insieme tra coetanei di diverse religioni e gruppi politici o etnici si potrà costruire una nuova generazione di siriani, impegnati insieme per il futuro del loro paese”.

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