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Sinodo giovani: Pivato (Collegio Ludovicianum), “sviluppare dimensione intellettuale, relazioni di qualità, crescita spirituale degli studenti”

Oggi le sfide per un collegio universitario sono anzitutto “sviluppare connessioni” e “aprire gli orizzonti alla ricerca”. Mattia Pivato, direttore del Collegio Ludovicianum dell’Università Cattolica di Milano, interviene alla giornata conclusiva del seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dall’Ateneo a Roma. Portando la propria testimonianza, individua alcuni “tasselli importanti” nel “processo di formazione offerto dai collegi”. Anzitutto “sono necessari figure e modelli di riferimento, poi un luogo per fare comunità, quindi una buona qualità delle relazioni e infine una ricchezza di stimoli che solleciti la curiosità dei giovani”. Il collegio, avverte, deve essere “un luogo che racchiude e sintetizza questi elementi mettendo al centro gli studenti che lì devono poter parlare e sentirsi ascoltati”. Per Pivato deve inoltre essere “una palestra nella quale lo studente scopre e coltiva la propria persona sentendosi parte di una famiglia più grande”. L’obiettivo è favorirne “lo sviluppo della dimensione intellettuale, stimolarne la qualità delle relazioni e sollecitarne la crescita spirituale”. Di qui l’importanza di progetti di volontariato e attenzione al sociale, il ruolo di guida dei più grandi nei confronti dei nuovi ammessi, la “proposta di fede curata in particolare dall’assistente pastorale, fatta di celebrazione eucaristica e momenti di confronto e dialogo” .

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