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Sinodo giovani: Botturi (prorettore), università “luogo di ricomposizione dell’umano”. Serve “visione concreta del sapere”

Università come “luogo di ricomposizione dell’umano”. A parlarne in questi termini è Francesco Botturi, prorettore dell’Università cattolica. Prendendo oggi la parola al seminario sui giovani promosso in vista del Sinodo dell’ottobre 2018, Botturi invita a fare attenzione alle “provocazioni che dal tema dell’assise pervengono al nostro Ateneo”; prima fra tutte “una verifica della sua vocazione educativa e formativa”. Per questo è stato proposto ai docenti, sulla base di una libera adesione, di raccogliere le “buone pratiche di attenzione specifica e mirata verso la nuova generazione già esistenti nella didattica e nella ricerca”. Esperienze “da offrire ai padri sinodali come contributo di riflessione dell’Università cattolica”. Un lavoro aperto che dovrebbe concludersi la prossima primavera, suddiviso in due macrogruppi. Il primo “riguarda l’attività didattica e scientifica, l’altro la vita giovanile d’ateneo”. Tra i diversi tasselli di queste “buone pratiche”, il prorettore si sofferma sul “capitolo” dell’arte e della musica: “La questione artistica è straordinariamente importante in un percorso formativo perché fa sintesi della pluridimensionalità umana di cui i giovani hanno bisogno. Aiuta il ragazzo a riguadagnare l’unitarietà della sua dimensione esistenziale”. Da segnalare “anche le diverse forme del volontariato, istituzionale e non”. Botturi invita inoltre a “praticare una visione concreta, non astratta, del sapere” perché “ciò che è in gioco è sempre la persona nel suo tutto, nel suo ‘concreto’ oggi fortemente minacciato”. Occorre infine tenere presente che “gli studenti si vivono come un mondo a parte, ma introiettare questo modello – avverte – è come accettare di essere messi da parte”. Per questo è importante incoraggiarli a “prendere la parola”.

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