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Sinodo giovani: Anelli (rettore), “datori di lavoro soddisfatti dei nostri laureati”. “Testimonianza nostri valori” può sollecitare “lontani”

“I giovani sono la materia sulla quale lavoriamo. Un compito difficile ma importante è capire chi abbiamo davanti, come sono cambiati nel corso del tempo, che non sono necessariamente come noi li vorremmo, che dobbiamo saperli ascoltare”, esordisce Franco Anelli, rettore dell’Università cattolica, nell’intervento odierno alla giornata conclusiva del seminario  “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”. Il Papa, prosegue, desidera che il Sinodo sia “per tutti i giovani”, anche i “lontani”. “Riferirsi ai valori cattolici è la premessa per svolgere secondo un certo stile i compiti propri” di un’università che non miri soltanto a “conferire un titolo di studio”, afferma il rettore soffermandosi sui 270 posti a Medicina e chirurgia “un bene limitatissimo, per il quale ‘si accapigliano’ novemila persone”, e sottolineando il buon posizionamento dell’Ateneo, che conta nelle sue diverse sedi 40mila studenti, “per quanto riguarda il placement”. I datori di lavoro “si dicono soddisfatti dei nostri laureati” ai quali riconoscono “una conoscenza capace di essere di lungo periodo e un atteggiamento che li porta ad integrarsi facilmente nelle diverse realtà e a saper lavorare in gruppo”. Da loro, chiosa, “si vede che cosa stiamo facendo, è questa l’incidenza sociale di lungo periodo, quel contributo a creare ‘una classe dirigente cattolica’” secondo la visione di padre Gemelli. “Noi – conclude – dobbiamo offrire esempi. Non c’è bisogno di suscitare conversioni, ma testimoniare il quadro di valori che muove le nostre azioni può sollecitare chi sta dall’altra parte” e può aiutare i ragazzi a fare “sintesi”, ossia a “discernere nel senso di optare, decidere”.

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