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Papa in Colombia: Carriquiry (Cal), “ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’, per il bene della società colombiana”

“‘Facciamo il primo passo’ era il motto del viaggio apostolico. Il Papa ha indicato e ha intrapreso il cammino con i colombiani. Quelli di noi che lo hanno seguito da vicino, hanno avuto la netta sensazione che ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’ segnato dal viaggio del Papa, per il bene della società colombiana”. Così Guzmán Carriquiry Lecour, segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina (Cal), commenta in una nota pubblicata oggi dal Sir il viaggio di Papa Francesco in Colombia. Ripercorrendo gesti e parole di Francesco, Carriquiry Lecour osserva che “il Papa abbraccia il corpo sociale della Colombia profonda, lo attraversa con la parola del Vangelo e un amore espressivo e, allo stesso tempo, parla per tutta l’America Latina, per tutta la cattolicità”. Per il segretario della Cal, “si chiede molto alla Chiesa colombiana. Deve essere all’altezza della missione che Dio le affida nelle attuali circostanze della vita del suo popolo”. “Non può accontentarsi né adattarsi alle abitudini, agli stili e ai ritmi di ciò che resta della tradizionale cristianità colombiana”, aggiunge. Oltre al tema della “pacificazione” e a quello della “riconciliazione”, Carriquiry Lecour rileva che il Papa “sa che la protezione del dono sacro della vita, dal concepimento alla morte naturale, è una questione essenziale per la rigenerazione morale e il tessuto cristiano della società colombiana”. E “ha anche una viva consapevolezza che ‘la speranza in America Latina ha un volto giovane’, ‘ha un volto femminile’ – spesso eroico di tante donne che sono il pilastro di edificazione delle loro famiglie, della società e della Chiesa -, ‘passa attraverso il cuore, la mente e le braccia dei laici’ che aprano la strada al Vangelo nella costruzione di una nuova società”. “E una speranza che si accoglie e coltiva ‘nel vedere sempre il mondo con gli occhi dei poveri e a partire dalla situazione dei poveri’”.

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