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Medio Oriente: p. Monge (teologo), “coesistenza fedi non è impossibile”

“Non ragionare in termini confessionali ed etnici. Pensare di ricostruire zone totalmente cristiane, come chiesto per alcuni villaggi iracheni, è folle. Ragionare in termini confessionali è preparare le guerre future”. Ne è convinto padre Claudio Monge, teologo delle religioni e parroco a Istanbul, che oggi a Roma è intervenuto al seminario promosso da Caritas Italiana, e rivolto alle Caritas diocesane, per approfondire la situazione in Siria e Terra Santa. Parlando sul tema “Il dialogo interreligioso nel contesto mediorientale”, il domenicano ha ribadito che “il Medio Oriente deve diventare un luogo di vita condivisa. La coesistenza delle tre fedi non è impossibile”. In particolare, ha spiegato il teologo che da oltre 20 anni vive in Turchia, “l’approccio cristiano alla questione mediorientale non può limitarsi alla difesa della presenza cristiana ma dovrebbe estendersi alla possibilità di un vicendevole riconoscimento tra ebrei, cristiani e musulmani e abbracciare il significato che questa intesa potrebbe avere sulle sorti delle regione e del mondo intero”. Ed è nell’orizzonte della coabitazione, “originariamente concepita tra cristiani e musulmani, che va inserita pienamente la componente ebraica. Una strada da percorrere evitando di ridurre la realtà ebraica alle recenti politiche dei governi di Tel Aviv”.

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