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Ue: Discorso sullo stato dell’Unione. Gruppi politici divisi su Juncker. “Visione e ambizione”. “Un’Europa lontana dalla realtà”

(Strasburgo) “L’Europa ha bisogno di coraggio, di proposte, di fatti. Il discorso di Juncker va in questa direzione”. Mandred Weber, tedesco, capogruppo Ppe a Strasburgo, commenta il Discorso sullo stato dell’Unione reso questa mattina in emiciclo dal presidente della Commissione europea. “Vogliamo difendere i nostri valori e il nostro way of life in questo mondo in rapida trasformazione”. Gianni Pittella, italiano, capogruppo dei Socialisti e democratici afferma: “Senza Europa si è più soli e indifesi”. Molti gli appunti al discorso di Juncker, soprattutto sulla riforma dell’asilo e sul versante dei diritti sociali e del lavoro. Syed Kamall, britannico, leader dei Conservatori: “No a una Europa protezionista” che si intravvede, a suo avviso, nelle parole di Juncker. “Su migrazioni, sicurezza e occupazione l’Ue deve solo svolgere un ruolo di appoggio agli Stati”, senza invasioni di campo. Guy Verhofstadt, belga, leader dei Liberali: “Il discorso di Juncker – afferma – mi è piaciuto. È pieno di visione e di ambizione. Ora il quadro è cambiato in Europa con le vittorie di tanti leader pro-Europa, dall’Austria alla Francia”. Il francese Patrick Le Hyaric, della Sinistra unitaria, è molto critico: “Quella di Juncker è un’Europa che non corrisponde alla realtà, ai problemi del lavoro, dell’inquinamento, dei diritti sociali. Le famiglie non arrivano alla fine del mese…”. Nigel Farage, britannico, ritenuto tra i “padri” del referendum sul Brexit: “Il modo in cui l’Ue tratta Polonia e Ungheria sembra quello dei tempi del comunismo. Juncker non ha imparato niente dal Brexit. E Verhofstadt si sbaglia: L’ondata populista non finirà, siamo solo all’inizio”.

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