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Terremoto in Messico: mons. Arizmendi (San Cristóbal), “lungo le coste in molti non hanno più nulla”

È salito a 90 il numero delle vittime del terremoto che ha colpito il Messico nella tarda sera di giovedì 7 settembre. La scossa dell’8,2 gradi della scala Richter, localizzata nel Pacifico, ha causato gravi danni soprattutto negli stati di Oaxaca (71 vittime) e Chiapas (15 vittime). Altre 4 vittime si contano nello stato di Tabasco. Sul sito della Conferenza episcopale messicana è apparso ieri un preciso resoconto di mons. Felipe Arizmendi, vescovo di San Cristóbal de las Casas. “Nella nostra diocesi le vittime sono state tre”, e le abitazioni distrutte sono sei, oltre ad una chiesa protestante. Ma a preoccupare è soprattutto, fuori dal territorio diocesano, la situazione lungo le coste del Chiapas e dell’Oaxaca, in particolare a Juchitán. In particolare in quelle zone, scrive mons. Arizmendi, “molte persone sono rimaste senza nulla”.
Nella diocesi di San Cristóbal de las Casas, che pure è stata meno colpita di altre, sono state danneggiate seriamente diverse chiese, a partire dalla cattedrale, che è pericolante per la situazione di alcune colonne”. Il vescovo si appella alla solidarietà di tutti per aiutare, attraverso la Caritas, le popolazioni più colpite.

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