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Spiritualità: Bartolomeo I (patriarca ecumenico), “non dobbiamo allontanarci dalla croce, non dobbiamo vergognarci di essa”

“La Santa Croce è l’onore dei cristiani, è la benedizione, la forza, il sostegno. Ogni preghiera e ogni funzione inizia con il segno della croce, tutto è benedetto col segno della croce, tutto è protetto col segno della croce. Non dobbiamo allontanarci da essa, non dobbiamo vergognarci di essa, perché il Signore della vita è passato attraverso la croce per portarci tutti alla vita in Lui”. Lo ha detto questa sera a Bologna il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, nel corso del Vespro per la festa dell’Esaltazione della Santa Croce celebrato presso la Chiesa greco-ortodossa di S. Demetrio. “Nel cammino verso la unità, che le nostre Chiese hanno intrapreso da molto tempo”, ha osservato Bartolomeo I, la “speranza è sostenuta da quel simbolo di morte che per noi cristiani è divenuto il simbolo della vita e per il quale molti nostri fratelli, ovunque nel mondo e attraverso i tempi hanno offerto la propria vita. Perché nella croce del Salvatore essi hanno visto l’albero della vita, piantata sulla terra ma con le braccia protese verso il cielo”. “La sua croce – ha proseguito – salva ogni popolo, ogni nazione, ogni uomo e ogni donna che a Lui aprono il proprio cuore, che in Lui pongono la propria fiducia e si lasciano accarezzare dal soffio dello Spirito di Dio”. Per il patriarca ecumenico, “è così che il cristiano diviene fonte di luce e di speranza di fronte alle tante sfide di questo mondo, di fronte alle tentazioni e alle oppressioni di ogni sorta”. “Non dobbiamo mai scoraggiarci – ha ammonito – neppure di fronte alle più dure avversità, non ne abbiamo il diritto”.

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