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Sedicenne uccisa: vescovo Ugento, “stringiamoci tutti in preghiera vicini alla famiglia di Noemi”

“È una tragedia che ha colpito tutti quanti: la famiglia, la comunità di Specchia e ovviamente tutto il territorio della comunità di Leuca. Certamente siamo di fronte a un fatto che vede ancora una volta la donna nella sua fragilità e l’uomo che commette un atto efferato, senza un motivo, almeno per noi”. Così monsignor Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, commenta la notizia del ritrovamento, a Castrignano del Capo (Lecce), del corpo di Noemi – la sedicenne scomparsa lo scorso 3 settembre – in seguito alla confessione del fidanzato, che l’ha uccisa. Mons. Angiuli, nel suo invito alla preghiera e alla vicinanza umana verso la famiglia, s’interroga sui perché di questa vicenda: “Trovare una risposta giusta a questo gesto è difficile. Si tratta di adolescenti, di ragazzi che ancora non hanno sviluppato appieno la loro personalità, i loro desideri, i loro progetti, i loro sogni. Certamente c’è anche una storia precedente che in qualche modo ha toccato la vicenda dei due ragazzi. Quello che mi pare evidente, anche dalle parole lasciate su Facebook dalla ragazza, è che c’era da parte sua un desiderio di amore vero, di amore puro, che fosse fatto d’incontro e dialogo. Sono parole che invitano a un rapporto sincero”. Il vescovo si stringe intorno al dolore della famiglia: “La famiglia della ragazza in questi giorni voleva incontrarmi e adesso ho invitato tutta la comunità alla preghiera e alla vicinanza fraterna, soprattutto ora che all’improvviso si è abbattuta, in questo nucleo familiare, una tragedia immane”.

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