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Sedicenne uccisa: vescovo Ugento, la vicenda di Noemi “pone anche un problema educativo”

“In questa vicenda si pone anche un problema educativo perché ci troviamo di fronte a dei ragazzi, dei giovani, degli adolescenti. C’è effettivamente difficoltà nella trasmissione dei valori verso di loro. Questo pone degli interrogativi a tutti sulla capacità di accompagnare i ragazzi nella crescita della loro vita”. Il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, è ben cosciente che quello di oggi è un giorno triste per la comunità di Ugento a causa del ritrovamento del corpo senza vita di Noemi, la studentessa sedicenne scomparsa lo scorso 3 settembre. Mons. Angiuli invita tutti alla preghiera, ma soprattutto chiede agli adolescenti di non aver paura del rapporto con i grandi: “Invito tutti gli adolescenti ad aprirsi, a parlare, a parlare con i propri genitori, con gli educatori. Non devono chiudersi all’interno del loro mondo perché quello che è importante è il confronto, il dialogo. E gli educatori devono essere capaci di mettersi in sintonia con loro, entrare in empatia, stare dalla loro parte, così che per i ragazzi diventi più facile aprirsi, esprimere i sentimenti e confrontarsi sui propri problemi e le preoccupazioni”. Ora però è il momento del silenzio e della preghiera: “Vorrei che adesso ci fosse un po’ di silenzio – conclude Angiuli -, perché sono state giornate convulse per le famiglie. Tra le due famiglie c’erano dei problemi già da un po’ di tempo. E allora c’è bisogno di un po’ di tempo perché le vicende possano essere rilette e riconsiderate: adesso c’è troppa emozione che rende difficile dare un consiglio giusto”.

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