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Eutanasia in Belgio: Fratelli della Carità, difendono il testo orientativo. Cathobel.be, i vescovi desiderano “approfondire il testo”

“L’organizzazione Fratelli della Carità continua a difendere il suo testo orientativo sull’eutanasia in caso di sofferenza psichica in malati non terminali”. Comincia così un comunicato diffuso ieri dal Consiglio d’amministrazione degli ospedali gestiti dalla Congregazione in Belgio, in cui si sostiene che “questo documento etico è stato redatto in maniera conforme al pensiero cristiano che noi applichiamo nella nostra organizzazione”, tenendo conto “dei cambiamenti e delle evoluzioni della nostra società” e considerando inoltre “il riconoscimento del carattere eccezionale e proporzionale della visione dell’etica, le scelte secondo coscienza, la deontologia e l’ideologizzazione”. Il Comunicato spiega altresì che i Fratelli hanno cercato di “avere le due parti intorno a un tavolo, ma ciò non ha ancora prodotto risultati” e che continuano a “chiedere di poter entrare in dialogo per permetterci di commentare il nostro testo orientativo e le nostre argomentazioni”. In Belgio la Congregazione gestisce 15 ospedali, per un totale di oltre 5.000 posti letto. Secondo il comunicato, il documento pubblicato in primavera “continua a difendere l’idea secondo cui la vita merita di essere difesa e che noi non aderiamo puramente e semplicemente all’argomentazione dell’autonomia” bensì a muovere è la preoccupazione “di amministrare la miglior cura possibile al paziente”. “Prendiamo molto sul serio il dolore insopportabile e irrimediabile, nonché le richieste di eutanasia da parte dei nostri pazienti”, si legge ancora nel comunicato. “Cerchiamo per altro di proteggere la vita e garantiamo che l’eutanasia non sia praticata se non quando non ci sono altre soluzioni, e ciò al fine di offrire al paziente un trattamento ragionevole”. Nel rispetto della legge, del personale, degli altri pazienti delle strutture gestite dai Fratelli. “Da parte della Conferenza episcopale non è stato fatto alcun commento, preferendo, i vescovi del nostro Paese approfondire il testo” ha scritto ieri Jean Jacques Durré, caporedattore dell’agenzia della Conferenza episcopale cathobel.be, in un contributo che ripercorre la vicenda. “Al momento i vescovi del Belgio si attengono al loro comunicato della primavera scorsa su eutanasia e sofferenza psicologica”. “Nelle prossime settimane arriveranno risposte”, secondo Durré anche riguardo le reazioni da parte del Superiore generale dell’ordine fr. René Stockman che ad agosto aveva scritto ai confratelli del Belgio di modificare le proprie posizioni, e dal Vaticano. Aperto anche il destino dei tre confratelli che sono nel Consiglio di Amministrazione che ha firmato il comunicato, dove per altro si dice che “la domanda loro posta dal Vaticano è personale e individuale, e non deve essere dibattuta nei media”.

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