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Ecumenismo: Bartolomeo I (patriarca Costantinopoli), “i Concili manifestano il soffio dello Spirito Santo”

“I Concili ecumenici e i vari Concili delle Chiese manifestano il soffio dello Spirito Santo. Dalla cattolicità e dalla apostolicità della Chiesa, i Concili hanno sempre espresso la ‘conciliarità’ o ‘sinodalità’, il percorrere una via insieme, il camminare insieme, espressa durante il primo Millennio dalla comunione delle Sedi Apostoliche di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme”. Lo ha detto oggi pomeriggio a Bologna il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, visitando la Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII (Fscire). “Conosciamo la storia di questo Istituto scientifico, ma soprattutto la fama dei suoi illustri fondatori don Giuseppe Dossetti e Pino Alberigo, come pure la lunga serie di studiosi che hanno frequentato e collaborato con esso”, ha riconosciuto il patriarca, evidenziando che “ci è parsa prolifica anche l’idea di mettere il sapere al servizio del dialogo e della pace con la creazione, a fianco di questa Fondazione, della Accademia europea delle religioni, in cui – studiosi di vari rami del sapere, dalla teologia alla filosofia, alla politica, alla storia, al diritto, alla psicologia – potranno confrontarsi e formulare un pensiero antropologico sui drammi dell’oggi, in una prospettiva sociologica del sapere e del conoscere per il domani”. Parlando poi del Concilio di Creta, tenutosi nel giugno 2016, Bartolomeo I ha rilevato che “deve la sua importanza certamente allo svolgimento dello stesso, nella piena manifestazione della sinodalità come unico criterio di discernimento nel ricevere il soffio dello Spirito, ma anche al grande lavoro di preparazione che lo ha preceduto, i cui documenti devono ancora essere analizzati e compresi nella loro interezza”. E ha osservato che “il processo storico e l’interpretazione scientifico-teologica dei documenti del Concilio e di quanto è stato demandato a futuri Concili pan-ortodossi, ha grande rilevanza non solo per l’Ortodossia, ma anche nel rapporto con le altre Chiese cristiane”.

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