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Diocesi: mons. Delbosco (Cuneo-Fossano), “essere una Chiesa in uscita”

Essere una “Chiesa in uscita”. È l’invito contenuto nella lettera pastorale che il vescovo di Cuneo e Fossano, mons. Piero Delbosco, ha presentato nei giorni scorsi alle due comunità ecclesiali riunite in assemblea a Centallo. Il vescovo invita “a mettersi in relazione, alla pari, con tutti”. “Una sfida”, rispetto alla quale “i cambiamenti a livello demografico, sociale e culturale” potranno essere “visti come un’occasione per sperimentare la capacità del messaggio cristiano”. Secondo mons. Delbosco, è necessario cambiare stile di vita, nell’annuncio del Vangelo (“che va inculturato, proclamato e testimoniato con forza e decisione”) e nel modo di concepire la Chiesa. “Forse – scrive – sono ancora troppe le celebrazioni eucaristiche; si sta verificando da troppo tempo un distacco tra la vita concreta e la vita di fede. Forse la nostra Chiesa è ancora troppo incentrata sul ruolo del sacerdote e fa fatica ad avere un riferimento in altre figure ministeriali e laicali”. “Anche le novità che emergono dal modo d’essere del Santo Padre – osserva il vescovo – vengono applaudite ma, con fatica, si tenta di tradurle in un impegno nel contesto del nostro ambiente”. “Va responsabilizzato il laicato”, afferma riferendosi per esempio a chi ha frequentato lo Studio teologico interdiocesano e l’Istituto di Scienze religiose o agli insegnanti di religione. Delbosco auspica poi che le parrocchie siano “casa tra le case. Non possono essere ridotte a luoghi dove sono in distribuzione una serie di servizi, religiosi e non”. Altri passaggi riguardano “un’attenzione particolare alla catechesi verso le famiglie che hanno bimbi piccoli”, “un’adeguata accoglienza verso gli immigrati”, l’impegno “al fianco delle istituzioni sociali per la ricerca del bene comune” oltre all’invito a ripesare “le parrocchie come luoghi di vero incontro”, e, “nello spirito dell’Amoris Laetitia, ponendosi in stile di accoglienza verso singoli e coppie di nuove unioni”.

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