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Pakistan: Commissione nazionale Giustizia e pace, cristiani temono violenze e invitano a “maturità politica”

In seguito alla rimozione del primo ministro pakistano Nawaz Sharif per uno scandalo legato alla corruzione, la Commissione nazionale Giustizia e pace dei vescovi pakistani teme l’inasprirsi della violenza contro i cristiani e invita i leader e i partiti a “mostrare maturità politica” ed evitare atteggiamenti provocatori. La Corte suprema ha infatti rimosso Sharif il 28 luglio perché non ha dichiarato alcuni beni nei suoi documenti di nomina. Ne dà notizia l’agenzia cattolica Ucanews, ricordando che in seguito alle vicende politiche crescono le tensioni in Pakistan: oltre due dozzine di persone sono rimaste ferite in seguito a una bomba collocata in un camion di frutta lo scorso 7 agosto a Lahore. Il mese scorso, 26 persone, tra cui tre cristiani, sono rimaste uccise in un attacco suicida a Lahore. Anche il gruppo interreligioso per la pace “Rawadari Tehreek” ha espresso preoccupazione per le crescenti tensioni politiche: “La cultura dell’abuso aggiungerà solo altro fuoco a una società già intollerante. Temiamo che sarà versato altro sangue in vista delle elezioni generali previste il prossimo anno”, ha dichiarato Samson Salamat, presidente cristiano di Tehreek, invitando a osservare il divieto di usare “hate speech” (discorsi d’odio).
Sharif è il 15° primo ministro del Pakistan che non ha portato a termine il mandato costituzionale di cinque anni. L’esercito ha governato la nazione per più della metà degli ultimi 70 anni. L’assassinio del 2007 di Benazir Bhutto, due volte primo ministro del Pakistan, ha portato la nazione in un baratro di instabilità e violenza. Più di 100 persone sono morte, soprattutto in scontri con la polizia. Sono stati incendiati treni, autobus, banche.

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