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Fondazione Kolbe: workshop ad Auschwitz per promuovere il dialogo, la riconciliazione e la pace. Presenti giovani da 14 Paesi

Ad Auschwitz per promuovere il dialogo, la riconciliazione e la pace. Protagonisti del workshop organizzato dall’11 al 16 agosto dalla Fondazione Maximilian Kolbe saranno giovani provenienti da 14 Paesi, tra cui Russia, Ucraina, Usa, Paesi baltici, Germania e Polonia. Quattro i partecipanti inviati dal Consiglio interreligioso della Bosnia-Erzegovina in rappresentanza delle comunità serbo-ortodossa, cattolica, musulmana ed ebraica. L’arcivescovo Ludwig Schick (Bamberga), presidente della Commissione Chiesa nel mondo della Conferenza episcopale tedesca, ricorda quanto sia importante conoscere il passato per promuovere la riconciliazione. “C’è ancora molto da fare in Europa a questo riguardo – commenta mons. Schick -. Non c’è pace e la pace non si mantiene senza un impegno costante. La riconciliazione e la pace sono un impegno permanente e non hanno data di scadenza. Chi tralascia questo impegno, perde la pace”. E per costruire un futuro di pace la Fondazione Kolbe si rivolge in particolare alle nuove generazioni. “Giovani di tutta Europa devono diventare dei promotori della pace – prosegue l’arcivescovo Schick -. E questo anche al di là dei confini europei: in Africa, in Asia e nell’America del Sud”.
“Auschwitz – aggiunge l’arcivescovo – è un luogo in cui si sono potute vendere le terribili conseguenze della discordia tra persone, razze e nazioni. Auschwitz mostra più di qualsiasi altro luogo al mondo fino a che punto gli uomini possano fare del male agli altri. L’orrore di Auschwitz non deve ripetersi in nessun altro luogo del mondo! S. Massimiliano Kolbe è il nostro patrono e il nostro esempio”.
Al workshop parteciperà il primate polacco, l’arcivescovo Wojciech Polak (Gnesen), che il 13 agosto terrà una relazione sulla situazione in Polonia oggi e sul ruolo della Chiesa nell’elaborare un passato così segnato dalla violenza. Anche mons. Schick prenderà parte al workshop: lunedì 14 agosto, memoria liturgica di s. Massimiliano Kolbe, guiderà la processione che, con un percorso che richiederà diverse ore di cammino, dal centro di Oświęcim porterà al campo di concentramento di Auschwitz e al piazzale dove il santo offrì la sua vita in cambio di quella di un altro prigioniero condannato a morte.

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