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Agguato nel foggiano: mons. Checchinato (San Severo), “legalità e regole condivise” per affrontare i problemi del territorio

“La violenza, in ogni sua forma, va sempre aborrita. È un male in sé ed essa crea solo ulteriori problemi” al territorio. Mons. Giovanni Checchinato, vescovo della diocesi di San Severo, commenta per il Sir la strage avvenuta oggi a San Marco in Lamis, piccolo comune in provincia di Foggia, in una zona, comprendente anche San Severo e Apricena, interessata a una serie di omicidi di stampo mafioso. Sul terreno sono rimasti Mario Luciano Romito, 50 anni, di Manfredonia, e suo cognato, Matteo De Palma, 44 anni, i probabili obiettivi dell’agguato. Ma sono stati assassinati anche due contadini, Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e 43 anni, testimoni del regolamento di conti. Mons. Checchinato ricorda che “la violenza non fa certo parte dello stile dei cristiani” e “rischia invece di portarci alla giungla”. In un una realtà già “più volte preda di episodi simili”, il vescovo richiama “alla legalità e alla condivisione di regole che tutti rispettino”. “Pacta sunt servanda”, ricorda mons. Checchinato; “servono regole e impegni – dice – per costruire comunione e una vera comunità”. Il vescovo ricorda poi “l’impegno delle Chiese locali e delle Caritas per affrontare” i problemi della zona, “anche andando alla radice” dei fenomeni – quali povertà, disoccupazione, criminalità – che “colpiscono le nostre terre e la nostra gente”.

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