Diocesi: mons. De Donatis (Roma) a Lourdes, “Maria non era una vip”

“L’umiltà è la più grande caratteristica di Maria. Perfino Lutero lo aveva capito e sottolineato”. Lo ha detto il vicario generale della diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto questa mattina nella basilica di San Pio X, a Lourdes, dove l’arcivescovo sta guidando il pellegrinaggio annuale della diocesi. “Maria non era una vip, ma una donna galilea che tirava avanti cercando di fare una vita dignitosa nella fedeltà alla legge – ha detto mons. De Donatis -. Anche il suo nome era ordinario”. L’arcivescovo ha detto che “Maria non era speciale, però era unica”. “Noi dobbiamo fare questa scoperta, una vera conversione: smettiamo di fare gli speciali, e scopriamoci unici davanti a Dio”. Poi, mons. De Donatis, citando le parole di Sant’Agostino, ha indicato nell’umiltà la virtù più importante per un cristiano: “Maria è umile perché ha scelto di dipendere dal padre e di non avanzare pretese verso il figlio. Per questo motivo il cielo l’ha amata: ella era spiritualmente una precaria senza rivendicazioni”. Infine. l’arcivescovo ha indicato tre tipi diversi di umiltà: verso se stessi, verso il prossimo e verso la storia. E ha riflettuto sul titolo di “serva”, assunto dalla Vergine. “Nella Bibbia questo termine non ha un significato dispregiativo. Attualizzando, il servo è ‘la persona di fiducia’, non un burattino senza testa. Maria è serva in questo senso: è la donna di fiducia di Dio. Dio si fida di Maria proprio perché è umile”.

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