Siria: card. Zenari (nunzio), “una vera e propria strage di innocenti”

(dall’inviato a Rimini) – In Siria si sta verificando “una vera e propria strage di innocenti”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco, intervenendo all’incontro “Ospedali aperti: testimonianza dalla Siria” che ha chiuso il XXXVIII Meeting di Rimini. Prima che il cardinale prendesse la parola nella sala sono state proiettate, in un ‘religioso’ silenzio, le foto di profughi, di città distrutte e di feriti a causa dei “tragici eventi di Siria”. Parlando della “martoriata popolazione siriana” e degli “interi quartieri e villaggi distrutti”, Zenari ha osservato che “le ferite e le distruzione che a prima vista non si vedono, sono più gravi e più profonde di quelle che si vedono: come quelle inferte negli animi della gente e nel tessuto sociale”. “Quartieri e villaggi distrutti attendono di essere ricostruiti, ma – ha chiesto il nunzio – chi può ricostruire la persona umana ferita nel corpo e nello spirito?”. “La seconda – ha commentato – è un’impresa quantomai ardua”. Zenari ha richiamato i “bambini estratti feriti o morti da sotto le macerie, dilaniati da esplosioni, asfissiati da gas tossici, annegati in mare, trapassati da schegge, mutilati, traumatizzati, abusati sessualmente, arruolati”. Il nunzio ha raccontato una “Siria stremata da ogni sorta di armi, da quelle medievali della fame e della sete a quelle chimiche con succursali dell’inferno ad Aleppo, Homs, Darayya, Darah, Yarmouk…”. E poi ci sono “demoni scatenati che commettono ogni sorta di crimine in assoluta impunità”. “A motivo di questa deplorevole mancanza di volontà da parte delle più alte istanze internazionali di chiamare questi diavoli per nome e cognome e portarli in tribunale a rendere conto delle atrocità commesse, Carla Del Ponte ha rassegnato le dimissioni dalla Commissione d’inchiesta Onu sulla Siria, dicendo: ‘crimini orribili come quelli commessi in Siria non li ho visti né in Ruanda né in ex Jugoslavia’”. Ma – ha osservato Zenari “la Siria è anche luogo di misericordia e di compassione”. Qui – ha evidenziato – “è in atto una delle più vaste operazioni umanitarie attualmente in corso nel mondo, con credenti di ogni confessione e persone mosse da umana compassione che lavorano insieme sullo stesso terreno”. Richiamando la parabola del buon samaritano, Zenari ha osservato che “come il malcapitato, la Siria derubata e spogliata, è lasciata dai ladroni mezza morta sul ciglio della strada con l’aggravante che anche la locanda dove dev’essere ricoverata è stata devastata dagli stessi assalitori”. Il cardinale ha ringraziato Avsi e quanti hanno dato il proprio contributo per la Siria e il progetto “Ospedali aperti” e ha lanciato “l’idea di possibili iniziative di partenariato di vari ospedali in Italia, in Europa e in altre parti del mondo con gli ospedali di Siria che rischiano il collasso”.

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