Industria 4.0: Pontremoli (ad Dallara), “la chiave di tutto rimarrà comunque l’essere umano”

(Rimini) – “La chiave di tutto è l’essere umano. I manager del futuro dovranno essere capaci di delegare agli altri ciò che hanno pensato. L’innovazione nasce dalla capacità di aprire, lavorare insieme e non avere paura”. È racchiuso nelle parole del manager Andrea Pontremoli, amministratore delegato e direttore generale della Dallara, azienda leader nella costruzione di auto da competizione, la sintesi dell’incontro sulle nuove frontiere dell’Industria 4.0, tra gli eventi in programma ieri al Meeting di Rimini. Nel corso del convegno, moderato dal presidente della Compagnia delle opere Bernhard Sholtz, sono stati affrontati rischi ed opportunità di quella che viene definita la quarta rivoluzione industriale con un processo che porterà ad un sistema produttivo sempre più automatizzato ad alta tecnologia, capace di influenzare fortemente il mercato del lavoro. Robot collaborativi ed interconnessi, simulazioni tra macchine per ottimizzare i processi, intelligenza artificiale, realtà aumentata, internet delle cose, mobilità automatizzata, sistemi e tecnologie digitali applicati al quotidiano, sono solo alcune queste delle novità in campo già dai prossimi cinque, sei, anni. Gli effetti sul mercato del lavoro sono ancora oggetto di studio e si sta cercando di capire quali nuove professioni stiano nascendo o nasceranno, ma anche quali potrebbero scomparire. “Bisogna partire anche dai quei genitori, che sbagliando dicevano ‘studia, sennò vai a lavorare’ come se il lavoro non avesse la sua dignità. Purtroppo – ha affermato Pontremoli – abbiamo messo in testa alle nuove generazioni questo concetto. Io non credo alle aziende innovative in sé e per sé. Lo sono solo se hanno persone innovative”. Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Perego, direttore del Dipartimento di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano. “Nel 2016 – ha spiegato il professore – sono stati 1,7 i miliardi di euro investiti in questo settore. L’Industria 4.0 avrà un forte impatto sul lavoro”. “Si stanno creando condizioni fertili per una nuova industrializzazione in Europa”, ha detto Giuseppe Ranalli, ad di Tecnomatic. “Questo cambiamento nel mondo del lavoro già c’è. Il processo di sviluppo comunque va governato a beneficio del sistema produttivo”. Il riferimento va alla questione formazione delle nuove generazioni capaci di affrontare le nuove sfide dei mercati nell’era dell’Industria 4.0.

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