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+++ Terremoto a Ischia: mons. Lagnese (vescovo), sul luogo dove stanno tentando di salvare due bambini. “Devastazione a Casamicciola”. La Chiesa italiana vicina alle persone colpite +++

“A Casamicciola c’è proprio una devastazione. Salendo nella zona alta di Casamicciola ho visto tante macerie e auto capovolte. Qui e anche a Ischia c’è tantissima gente che cerca di scappare, soprattutto turisti”. Lo dice al Sir mons. Pietro Lagnese, vescovo di Ischia, in un’intervista telefonica, mentre si trova sul luogo dove è crollata una palazzina a tre piani. “In questo momento – ci racconta il presule – stanno tentando di estrarre due bambini, di 7 e 11 anni, ma ci sono delle difficoltà in questa operazione di salvataggio. I due ragazzi sono vivi e danno segnali di vita, ma non riescono a estrarli perché pare che uno dei due sia coperto per buona parte del corpo da macerie”. Anche buona parte della chiesa del Purgatorio è crollata, “ma – afferma il vescovo – io stamattina sono corso qui perché mi interessa soprattutto stare vicino al papà e alla famiglia di questi bambini. Più tardi, passerò a salutare i familiari delle due donne decedute”. Una delle vittime, quella morta sotto le macerie della chiesa del Purgatorio, “non è un’anziana – ci precisa mons. Lagnese – come è stato detto, ma si tratta di Lina Balestrieri Cutaneo, membro del Consiglio pastorale diocesano. La donna, tra i cinquanta e i sessant’anni, stava andando a fare un incontro di preghiera in una famiglia. Dopo aver parcheggiato a fianco alla chiesa, le è caduto il muro addosso ed è morta”. L’altra vittima, secondo quanto hanno riferito al presule, è una donna che “sarebbe morta a seguito di un infarto per la paura del terremoto, mentre la portavano in ospedale per ferite”.

“Stamattina presto – ricorda mons. Lagnese – è stato bello ricevere la telefonata di mons. Nunzio Galantino, che mi ha chiamato per assicurarmi la solidarietà dei vescovi italiani e la disponibilità della Conferenza episcopale per venire incontro alle esigenze delle persone che si trovano in una situazione di forte disagio”.

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