Strage di Bologna: mons. Zuppi, “la memoria non venga archiviata”. “Legalità” per contrastare la violenza

“La messa celebrata con i famigliari delle vittime sarà l’occasione per continuare a interrogarsi su questa ferita, che resta tale pur a distanza di tanti anni. È un monito perché non ci siano reti occulte di violenza, di qualunque colore essa sia, e per ricordare che il solo modo di contrastarla è la legalità. Speriamo che la memoria non venga archiviata”. Lo dichiara al Sir mons. Andrea Zuppi, arcivescovo di Bologna, nel giorno in cui si commemora la strage compiuta la mattina di sabato 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria della città.
Questa mattina, alle 11.15, l’arcivescovo Zuppi celebrerà la messa di suffragio nella parrocchia di San Benedetto, in via Indipendenza 64. Furono 85 le persone rimaste uccise e oltre 200 quelle ferite, in seguito allo scoppio di un ordigno, contenuto in una valigia abbandonata nella sala d’attesa di seconda classe della stazione, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze. L’esplosione causò il crollo dell’ala ovest dell’edificio. La bomba era composta da 23 chili di esplosivo. È considerato il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra. Le indagini della magistratura hanno indicato come esecutori materiali alcuni militanti di estrema destra. I mandanti sono rimasti sconosciuti.

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