Migranti: Rozera (Unicef), “il governo dia supporto alle autorità libiche per protezione a bambini e loro famiglie”

“Auspichiamo che il governo italiano persegua con fermezza il suo impegno di dare supporto alle autorità libiche nel dare ai tanti bambini migranti e alle loro famiglie presenti sul territorio la protezione di cui necessitano che metta fine all’orrore e alle violenze di cui sono state vittime in questi anni”. È quanto afferma il direttore di Unicef Italia, Paolo Rozera, che oggi si recherà in visita ufficiale agli equipaggi della Guardia costiera ormeggiati a Catania e Lampedusa invitato dal Comandante generale della Guardia costiera, Vincenzo Melone. “Come Unicef – spiega Rozera – siamo davvero onorati di trovarci a fianco di questi uomini straordinari e coraggiosi che tanto hanno fatto e faranno nell’emergenza migranti per salvare vite in mare”. “Il nostro ruolo – aggiunge – resterà sempre quello di stare dalla parte dei minori e proteggerli da ogni situazione che possa lederne la dignità ed i diritti umani”. Ieri, invece, il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, si è recato a Capalbio dove ha potuto visitare “La nave della tolleranza”, installazione a cura di Ilya ed Emila Kabakov. “Sono giorni difficili per l’umanità stretta tra guerre infinite e tanti troppi bambini che ne pagano ingiustamente le conseguenze”, ha dichiarato Iacomini.
“Da questa straordinaria nave, da cui partono decine di messaggi e disegni di pace di tanti bambini, desidero rivolgere un appello alle persone perbene, alla classe politica italiana, ai media a tutti i cittadini affinché – ha proseguito – si recuperi nel nostro agire quotidiano quel giusto senso di umanità verso chi è vittima di enormi tragedie, senza dare spazio a facili derive populiste e demagogiche che tendono a semplificare questioni serie come ad esempio i grandi movimenti umani in corso in Africa causati da guerre fratricide e carestie che non siamo stati in grado di fermare”. “Serve un grande sforzo di pace, uno slancio di umana comprensione oppure tanti bambini continueranno a morire in mare o nelle loro terre martoriate da conflitti”, conclude Iacomini.

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