Giovani e Mediterraneo: #CartadiLeuca.1, “più corridoi umanitari, no armi ma sviluppo, fraternità e speranza”

Fare del Mediterraneo un’arca di pace. Questo l’obiettivo dell’incontro “Mediterraneo, un porto di fraternità”, svoltosi dal 10 al 14 agosto a Capo Santa Maria di Leuca con la partecipazione di 250 giovani di 31 Paesi. Tre le loro richieste “ai potenti della Terra e ad ogni uomo e donna di buona volontà”, contenute nella #CartadiLeuca.1 sottoscritta a  conclusione dell’appuntamento. “Siano creati nuovi e più ampi corridoi umanitari con sostegno alla accoglienza diffusa e all’inclusione sociale”, la prima. I giovani chiedono quindi che “sia posto un termine chiaro al commercio delle armi, scegliendo invece di investire in vomeri per lo sviluppo umano integrale e il diritto a rimanere in pace nelle proprie comunità”. L’ultima istanza è “di non tarparci le ali, ma di donarci un’ala di riserva per partire dal porto della fraternità e prendere il largo per viaggi inediti, verso un futuro pieno di speranza!”. “Dichiariamo che la fraternità può nascere solo dalla riscoperta dei volti”, premettono i giovani assicurando il proprio “contributo generoso perché la fraternità nasca in ogni parte del Mediterraneo, per incoraggiare l’impegno di ognuno ad allestire il convivio della solidarietà”. L’auspicio, quindi, che il mare oggi “luogo di morte torni ad essere luogo di vita”. “Dichiariamo ogni nostro sforzo – si legge ancora nel documento – affinché la fraternità assuma la forma della cooperazione”, e “alziamo la nostra voce verso i governanti dei Paesi mediterranei, perché non alzino muri di protezione per chi è diverso, creando divisioni dettate dalla paura, e si costruiscano ponti di solidarietà e di accoglienza, verso una piena integrazione”. A promuovere l’incontro la Fondazione “Parco Culturale Ecclesiale Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” della diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, in collaborazione, fra gli altri, con Regione Puglia, Fondazione Migrantes, Cei, Comunità di Sant’Egidio, Focsiv, Caritas italiana, Csi.

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