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Teologia e politica in Usa: Faggioli (storico), “impossibile capire questione ecumenica senza riferirsi a civil religion”

“È sicuramente impossibile comprendere la questione ecumenica negli Usa senza riferirsi a un elemento fondamentale della cultura politico-religiosa americana: quello che Robert Bellah in un fondamentale saggio pubblicato nel 1970 definiva la ‘civil religion’ americana, ovvero la fede in un Dio ‘molto più collegato alle idee di ordine, legge, e rettitudine, che alla salvezza e all’amore”. Ad affermarlo è Massimo Faggioli, docente al Dipartimento di teologia e studi religiosi della Villanova University (Pennsylvania), commentando il recente articolo pubblicato su “La Civiltà Cattolica” a firma del direttore p. Antonio Spadaro e del teologo protestante e direttore dell’edizione argentina de “L’Osservatore Romano”, Marcelo Figueroa. L’articolo, afferma Faggioli in una riflessione su “Finestra ecumenica”, newsletter mensile di informazione e formazione della Comunità di Bose su quanto accade nelle Chiese cristiane, “identifica correttamente la natura politica dell’ecumenismo in America, senza negare la presenza di uno spirito religioso e teologico importante”. La “religione civile” americana è ancora oggi “parte integrante del dibattito intra-ecclesiale e inter-ecclesiale americano, e quindi anche del particolare ecumenismo nell’America contemporanea”. Per Faggioli, “non è una coincidenza che negli Stati Uniti al fondamentalismo di matrice protestante abbia corrisposto, all’interno della Chiesa cattolica, il sorgere e il rafforzarsi di consistenti gruppi tradizionalisti (tanto all’esterno della comunione con Roma, come i lefebvriani della Sspx, quanto ancora all’interno della comunione cattolica ma su posizioni estremiste)”: con questi gruppi “la vera emergenza” è di un “ecumenismo ad intra”, ovvero “tra membri di una stessa chiesa che vivono in una situazione para-scismatica”.

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