Tensione in Corea: vescovi, no ad “atteggiamento d’indifferenza o di silenzio irresponsabile”

 

“La pace nella Penisola Coreana concerne non solo al Nord-Est Asia, ma al mondo intero perché detta Penisola, attesa la presenza dei Paesi potentissimi limitrofi, funge il ruolo di ‘bilanciamento del peso’ della pace del mondo. La situazione attuale, pertanto, esige uno sforzo di collaborazione che coinvolge strettamente la coscienza, l’intelligenza, la solidarietà, la pietà e il mutuo rispetto”. Così i vescovi della Conferenza episcopale coreana in un messaggio in occasione del 72° anniversario del Giorno commemorativo dell’Indipendenza della Corea (15 agosto 2017). “Non restiamo nell’atteggiamento d’indifferenza o di silenzio irresponsabile, ma proviamo a cercare insieme” una “saggezza che paleserebbe la radice del problema e che ci porrebbe la soluzione adeguata. Si rivolge l’esortazione, innanzitutto, a tutti i Cristiani che sono chiamati collaboratori dell’opera creatrice e redentrice di Dio: la realizzazione della denuclearizzazione e stabilizzazione della pace nella Penisola Coreana contribuirà, come ‘turning-point’, alla generazione dell’avvenire dell’umanità proponendole una visione del mondo in cui il valore delle creature si realizza pienamente con l’amore e la giustizia reali e concreti”. I vescovi, inoltre, invitano “i fedeli coreani a chiedere alla Madonna la sua intercessione per la pace nella Penisola Coreana in occasione della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Siamo noi, chiamati, ad essere come collaboratori della pace. Infine, si esortano tutti i fratelli e sorelle del mondo a un attento interessamento, una preghiera, una risposta di buon discernimento e una cordiale collaborazione per risolvere la crisi della nostra Penisola. La Chiesa in Corea non mancherà mai di coinvolgersi nella problematica in parola, più di tutto, nella continua preghiera”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia