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Bolivia: i vescovi difendono la salvaguardia dell’area protetta indigena Tipnis

Anche la Conferenza episcopale boliviana, attraverso la propria Segreteria generale, in seguito all’intervento fatto nei giorni scorsi da mons. Sergio Gualberti, arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, esprime preoccupazione sull’iniziativa legislativa che intende annullare la salvaguardia del Tipnis (Territorio Indígena y Parque Nacional Isiboro-Secure), un’area protetta di 12mila Kmq a nord di Cochabamba, istituita dal 1990 come territorio indigeno. Il progetto di legge, finalizzato al passaggio di una grande strada attraverso il territorio, sta suscitando manifestazioni e proteste soprattutto tra la popolazione indigena. Secondo la Chiesa colombiana – che fa riferimento a suoi precedenti documenti, come la lettera pastorale “L’Universo dono di Dio per la vita” – “una strada che attraversi questo territorio rappresenta una seria minaccia all’ambiente naturale più che un progresso per i popoli indigeni”.
Al tempo stesso, “stigmatizziamo le dichiarazioni di alcune autorità di Governo che associano la Chiesa cattolica a grandi proprietà terriere e oscuri interessi”. Nella nota si precisa infatti che all’interno del Tipnis la Chiesa cattolica ha un’unica proprietà, l’Istituto tecnologico agricolo “Kateri Tekakwitha”, di 1.664 Kmq, che attualmente accoglie 80 studenti provenienti dalle comunità del Tipnis.
Secondo l’episcopato “un dibattito serio e responsabile sulla tutela e il progresso delle comunità indigene del Tipnis deve realizzarsi in modo libero da qualsiasi tipo di pressione e interessi ideologici e politici, mettendo al primo posto l’interesse delle comunità coinvolte, il bene comune di tutta la società e il rispetto del creato”.

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