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Immigrazione: mons. Pennisi (Monreale), “salvare vite umane” e “contrastare i mercanti di morte”

“Salvare vite umane” e “contrastare i mercanti di morte”. Concorda con il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, nella sua riflessione sulle parole pronunciate ieri dal presidente Cei a Perugia durante l’omelia per la festa di san Lorenzo. Un’omelia, osserva Pennisi, che “ha coniugato accoglienza e responsabilità, solidarietà e rispetto delle giuste leggi”. “Sulla stessa linea osserva – si muovono il magistero di Papa Francesco e la Santa Sede”. Per l’arcivescovo di Monreale, “non si può alimentare una guerra fra poveri, ma impegnarsi per il rispetto della dignità di ogni essere umano. La tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo scaturisce dalla violazione di un diritto primario dell’uomo di vivere in pace nella propria patria”. Pertanto “chiudere le porte all’immigrazione senza impegnarsi per la rimozione delle cause è una grossa ingiustizia”. “Spetta alle autorità politiche e militari – scandisce Pennisi – contrastare i mercanti di morte, che impunemente solcano il ‘mare nostrum'”; spetta “alle organizzazioni umanitarie non governative salvare il maggior numero di vite umane senza rendersi complici dei trafficanti di carne umana”.
Il Mediterraneo “deve essere presidiato per tutelare le persone che non hanno altre vie di fuga in attesa di soluzioni nuove come l’organizzazione di corridori umanitari e di accordi migliori con la Libia nelle cui prigioni, come mi hanno confermato alcuni migranti che ho incontrato, sono presenti violenze di ogni genere e soprusi terribili”. I migranti devono essere salvati “anche dallo sfruttamento”, ma il peso dell’immigrazione non può “gravare esclusivamente sull’Italia”. Per Pennisi, Ue e Onu “devono farsi carico del problema delle migrazioni, che non si esaurirà nel breve periodo”.

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