Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Delpini arcivescovo Milano: “Sono un brav’uomo…”. Qui “nessuno si senta straniero”

(Milano) “Coloro che mi conoscono penseranno di me: è un brav’uomo, ma addirittura arcivescovo di Milano…”. Scherza mons. Mario Delpini, nominato da Papa Francesco alla guida della Chiesa ambrosiana. Succede al card. Angelo Scola, che ne ha tracciato, a mezzogiorno in Curia, la biografia, tessendo le lodi “per gli alti servizi svolti per la nostra diocesi”. “Sperimento tutta la mia inadeguatezza – ha detto a caldo Delpini – e ringrazio al contempo il Santo Padre per la sua benevolenza”. E poi ancora, sorridendo: “Una inadeguatezza che si misura anche a partire dal nome: tra i miei predecessori ci sono ad esempio Alfredo Ildefonso, Giovanni Battista, Carlo Maria, Angelo… Io mi chiamo solo Mario”. Poi Delpini ha avviato una riflessione più ampia: “Come vicario generale ho partecipato a molte decisioni, che hanno riguardato tante persone. Posso aver preso decisioni giuste o sbagliate, posso in quel caso chiedere scusa. Ma soprattutto vorrei che si possa ripartire dando l’immagine di una chiesa unita”. E poco oltre: “Sono anche convinto che per Milano ci vorrebbe un arcivescovo santo. Io credo che ci venga soprattutto chiesto di pregare per la diocesi e per l’arcivescovo”, sostenendo “una santità di popolo”. Quindi un riferimento al laicato, che “a Milano mostra grande capacità e ricchezza di presenze. Vorrei che camminassimo insieme”.
Il “pensiero” di mons. Delpini va quindi “alle sacche di povertà presenti nei nostri territori, alle persone che vengono da altri Paesi, rappresentanti di altre religioni; questo mi fa pensare che la diocesi e la città di debbano interrogare su quale sarà la nostra società del futuro. Devo dire che mi sento un po’ smarrito dinanzi a tutto questo. Credo che dobbiamo imparare ad ascoltare anche le persone che parlano lingue diverse dalla nostra”, così che a Milano “nessuno si senta straniero”.

© Riproduzione Riservata
Territori