Paolo Dall’Oglio: il fratello Pietro, “una persona dedita a Dio e ai fratelli”

“Mio fratello Paolo è una persona dedita completamente agli altri, fortemente devoto alla sua chiamata religiosa. Ha sempre vissuto con coerenza la sua vocazione. Paolo è un innamorato di Dio, dei fratelli, della pace, del dialogo e del popolo siriano. Appassionato dell’Islam, lo ha studiato con profondità andando oltre le letture solite che si danno di questa religione”. Pietro Dall’Oglio, musicista, è il fratello di padre Paolo Dall’Oglio, rapito il 29 luglio 2013, a Raqqa (Siria). Il gesuita è fondatore della comunità monastica siriana di Mar Musa. In questi quattro anni, sulla sua sorte si sono rincorse tante voci, senza alcuna conferma. Il suo rapimento non è mai stato rivendicato. Pietro Dall’Oglio, intervistato dal Sir, afferma: “Mar Musa per padre Paolo è la concretizzazione di un’idea, di un’utopia: quella di vivere con coerenza gli insegnamenti di Gesù Cristo per costruire un mondo più giusto. Mio fratello ha sempre creduto nei valori della giustizia, dell’uguaglianza e della democrazia. Un mondo nel quale ognuno abbia la possibilità di costruirsi la sua strada con i propri interessi usando i doni ricevuti”. Una missione difficile credere nella giustizia e nella pace in un Paese in guerra… “Paolo crede nella pace anche per un popolo torturato da 20 anni da un regime appoggiato dall’Occidente”.

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