Tratta: Thailandia, al maxi-processo condannato anche il generale

(DIRE-SIR) – Si sta concludendo con sentenze di colpevolezza il più grande processo della storia giudiziaria della Tailandia sul traffico di esseri umani. Alla sbarra sono finite 103 persone – delle 153 inizialmente coinvolte nell’inchiesta – tra cui anche 20 alti funzionari di governo, nonché’ il generale Manas Kongpan, figura di punta della sicurezza. Secondo le fonti locali, solo una persona è stata assolta finora, mentre altre condanne sono attese nelle prossime ore. L’accusa è di aver favorito il traffico di persone di etnia rohingya dal Bangladesh e dal Myanmar attraverso il confine thailandese, una pratica decennale che muove un lucroso giro d’affari. Proprio il generale Kongpan secondo i giudici del tribunale di Bangkok avrebbe sfruttato la sua posizione di potere per favorire la rete dei trafficanti. L’inchiesta è partita nel 2015, quando le autorità trovarono decine di persone sepolte in fosse comuni nelle regioni del sud: si trattava di vittime del traffico stesso, gente morta poiché uccisa, o per le torture subite. Gli imputati quindi hanno ricevuto anche condanne all’ergastolo per sequestro di persona a scopo di estorsione e violenze, oltre che per tratta. Fortify Rights, una ong impegnata nella difesa dei diritti umani, ha commentato così in una nota: “Questo processo rappresenta uno sforzo senza precedenti compiuto dalle autorità thailandesi contro i trafficanti di esseri umani”, anche se “la strada per rendere giustizia alle migliaia di persone sfruttate, torturate e uccise in questi anni è ancora lunga”. L’ong ha tenuto anche a ricordare le minacce subite dai testimoni, dagli agenti e dagli interpreti che hanno collaborato.

(www.dire.it)

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