Minori migranti: mons. Perego (Migrantes), “devono avere un posto tra i cittadini di questa vecchia Europa”

“Le sfide che questa porzione di infanzia in cammino impone davanti a noi sono anche di ordine politico. La tutela, da uno ‘step’ emergenziale iniziale, deve accompagnare e dare garanzie di futuro, di un posto tra i cittadini di questa vecchia Europa”. A parlare dei minori migranti non accompagnati è stato monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e direttore pro-tempore della Fondazione Migrantes, intervenendo a Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, alla VIII Summer School “Mobilità Umana e Giustizia Globale”, promossa dall’Università Cattolica in collaborazione con la Fondazione Migrantes e gli Scalabriniani. I minori migranti è infatti il tema scelto per l’edizione di quest’anno. In Italia nel 2016 sono arrivati 26.000 minori non accompagnati. “La rete di case-famiglia o dell’affido non è stata in grado di gestire e sostenere questa presenza e anche per questo – ha ricordato Perego in una nota su Migrantes on line – la Chiesa ha fatto e sta continuando a fare la sua parte: la Fondazione Migrantes, in particolare, ha investito forze e risorse nella tutela di 1.000 ragazzi nel siracusano e nella preparazione dei tutor a Catania, accompagnando i minori anche una volta lasciata l’isola: ciò ha garantito un loro percorso curato con attenzione”.

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