Europa: Giovannini (giornalista Rai), “negli ultimi due anni costruiti sette muri interni”

“In Europa negli ultimi due anni la situazione è precipitata. Sono stati costruiti sette muri interni, i passi indietro sono stati moltissimi”. Non ha dubbi Eva Giovannini, giornalista Rai. Alla seconda giornata di Acting EurHope, Summer School promossa a Roma dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (18 -22 luglio), Giovannini parte dall’inchiesta condotta fra il 2012 e il 2015 sui nazionalismi in Europa: “Europa anno zero – Il ritorno dei nazionalismi” e racconta di avere intervistato “militanti, sostenitori e leader dei partiti che nel progetto europeo non credono e soffiano sul fuoco della paura”. “Non c’è da stare molto tranquilli – afferma – neppure oggi dopo la vittoria di Macron con un successo del 66%, quasi un plebiscito è stato detto, ma a fronte di un’astensione del 25% e di un Front national raddoppiato, quindi tutt’altro che sgonfiato”. Secondo la giornalista è presto per dire se ha vinto l’europeismo: “Occorre fare un distinguo, e non solo in Francia ma anche in Olanda. È nel lungo periodo che le tendenze vanno analizzate”. “In Gran Bretagna ha vinto la Brexit” e in Germania non devono meravigliare certi spostamenti di partiti “a destra”. Se nel Paese “locomotiva dell’Europa – chiosa -, ci sono 7 milioni di working poors, figli dei minijobs, nei land più poveri come la Sassonia questi partiti nazionalisti soffiano sul fuoco”. Per Giovannini, “se non affronta seriamente la questione economica e del lavoro, sarà sempre più facile far credere a chi ha le tasche sempre più vuote la favola del cattivo che sta arrivando e sta scippando sanità e pensioni. Insomma, qualsiasi formazione populista potrebbe sottrarre facilmente voti ai partiti cosiddetti europeisti”.

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