25° della strage di Via D’Amelio: Lucia Borsellino, “ancora senza giustizia dopo 25 anni”

Sergio Mattarella con Lucia Borsellino

(DIRE-SIR) – “Noi figli avremmo continuato a mantenere” la dimensione privata del dolore “se non fosse accaduto di scoprire che a distanza di 25 anni giustizia non è stata ancora fatta“. Lo dice Lucia Borsellino, primogenita di Paolo Borsellino, intervenendo nella seduta del Csm dedicata alla figura del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio. E sottolinea che “la conoscenza del processo ‘Borsellino quater’, celebrato sulle rovine conseguenti alla demolizione di due precedenti processi che consacravano false ricostruzioni e condannavano falsi colpevoli, ci ha profondamente scosso e indignato, aggiungendo sofferenza ad altra sofferenza oltre che sollevare interrogativi di non poco conto”.
Dal dispositivo del processo Borsellino quater, aggiunge, “è emersa tra le altre gravi anomalie l’induzione alla calunnia del pentito considerato chiave, Vincenzo Scarantino. Costui ha certamente calunniato se stesso e altri ma si constata che è stato indotto a farlo. Facendo eco alle parole di mia sorella Fiammetta chiedo in questa solenne occasione e di fronte a questo altissimo consesso istituzionale, che a fronte delle anomalie emerse riconducibili verosimilmente al comportamento di uomini delle istituzioni che si intraprendano le iniziative necessarie per fare luce e chiarezza su quello che accadde veramente nel corso delle indagini che precedettero i processi Borsellino 1 e Borsellino bis. Ciò vi chiedo con la massima deferenza e rispetto istituzionale, presidente, perché si tenga conto di comportamenti quanto meno anomali”.
Lucia Borsellino ricorda inoltre che dopo la strage di Capaci “non si era avvertita la necessità di approntare qualche doverosa misura in più, come la chiesta rimozione delle auto in via D’Amelio“

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