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Stati Uniti: i vescovi chiedono al governo di aumentare la quota d’ingresso dei rifugiati

(da New York) – Il presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale statunitense, mons. Joe S. Vásquez, ha chiesto all’amministrazione Usa di innalzare il tetto massimo di accoglienza dei rifugiati a 75mila, dopo che la scorsa settimana è stata raggiunta la quota di ammissioni per gli Usa (50mila) nel 2017. L’attuale presidenza aveva varato lo scorso marzo un ordine esecutivo che abbassava le quote di ingresso da 110mila alle attuali 50mila. A nome dei vescovi, mons. Vasquez aveva già manifestato le perplessità della Chiesa, ma in una nuova lettera del 15 luglio ha voluto esprimere ulteriore preoccupazione “per le conseguenze umane di questa limitazione e per il suo impatto sui rifugiati più vulnerabili come quelli non accompagnati, anziani e malati, oltre che per le minoranze religiose”: “Queste popolazioni vulnerabili non saranno in grado di accedere alla protezione necessaria e continueranno ad affrontare pericoli e sfruttamenti. Dobbiamo essere consapevoli che ogni rifugiato è più che un numero, è un figlio di Dio”. Nel loro appello, i vescovi hanno ribadito che limitare gli ingressi a 50mila non risponde ai reali bisogni di accoglienza, visto che i rifugiati nel mondo sono circa 22 milioni , e “non riflette la nostra compassione e la nostra capacità di nazione. Crediamo fermamente che gli Stati Uniti hanno la buona volontà, il carattere, la leadership e le risorse per aiutare i più vulnerabili e in cerca di protezione. La Chiesa, da parte sua, continuerà ad accompagnare e accogliere i rifugiati giunti nel Paese e a garantire i servizi a loro necessari”.

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