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Politica: p. Occhetta (Civiltà Cattolica), “astensione strutturata” e “incomunicabilità tra centro e periferia”

“L’astensione strutturata e crescente, il prevalere della bipartizione politica del voto locale tra centrodestra e centrosinistra, rispetto alla ripartizione politica nazionale, e la crescente incomunicabilità tra centro e periferia”. Sono questi, scrive padre Francesco Occhetta sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”, i tre dati politici che le elezioni amministrative dell’11 giugno scorso hanno fatto risaltare. “Per il M5S – scrive il gesuita – si è trattato di un risveglio amaro: è bastato un anno per passare dai trionfi elettorali locali all’esclusione dei ballottaggi. Ma in politica una rondine non fa primavera, e il risultato dei grillini alle amministrative non indica un ridimensionamento del consenso sul piano nazionale”. Quanto all’astensionismo, che è cresciuto fino a quasi il 40%, secondo Occhetta è indice di una “astensione strutturata” che “ha perso le proprie radici, i legami con la storia dei territori che garantivano senso di identità e di partecipazione. Il voto dei giovani, inoltre, si è fondato sulla percezione ‘a pelle’ del candidato, senza tenere in conto il partito di appartenenza e il programma”. Altro dato che esprime un’inversione di tendenza: “La votazione diretta del sindaco – che, agli inizi degli anni Novanta, aveva raggiunto percentuali di affluenza di quasi l’86% nel Nord-Est – è entrata in crisi”. Rispetto, infine, agli esiti delle politiche del 2013, in cui si era imposto il tripolarismo, localmente si consolida il bipolarismo: “Ma servano ben altre conferme prima di poterlo affermare anche sul piano nazionale”, il comento di Occhetta, che ricorda come “è comunque il centrodestra a essere l’area più premiata nei territori”.

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