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Ius soli: Gambino (Università europea), “aggiungere requisito esclusività cittadinanza italiana”

“La proposta all’esame del Senato prevede che il minore straniero sia nato in Italia da genitore residente oppure, alternativamente, abbia compiuto un ciclo scolastico, ma non vi è alcuna verifica dell’accettazione dei principi su cui si regge la Costituzione italiana, con il rischio che si possa essere contemporaneamente cittadini anche di un Paese con principi e valori addirittura contrari, si pensi a poligamia, mutilazioni genitali, ruolo sociale della donna, se non addirittura di un Paese nemico dell’Occidente”. Lo dichiara in una nota Alberto Gambino, ordinario di diritto civile e prorettore dell’Università Europea di Roma. “La cittadinanza è un istituto giuridico che indica l’appartenenza alla comunità politica organizzata con precisa attribuzione di diritti e di doveri e ove ciò derivi dal fatto di nascere in uno Stato – prosegue Gambino – allora non può pensarsi che lo stesso soggetto appartenga contemporaneamente anche ad un’altra comunità politica organizzata, in base alla discendenza ‘di sangue’ dai suoi genitori non italiani, specie ove quella comunità abbia principi e valori in contrasto con la comunità di residenza”. “Per attenuare questi rischi – conclude il giurista – si approfitti allora della pausa di riflessione dettata da Gentiloni e Alfano per aggiungere il requisito della esclusività della cittadinanza italiana, così come avviene in realtà proprio nel sistema spagnolo”.

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