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Diocesi: Vercelli, morto don Cesare Massa. Novello (Fraternità di Romena), “ha sognato per la Chiesa il cammino del Concilio”

“Faceva parte di quella generazione di giusti che, nel dopoguerra, all’esperienza della follia più disumana opponevano la creatività dell’intelligenza, in favore di strade di democrazia, di giustizia, di ripudio della guerra . Lo dicono anche le sue grandi amicizie coltivate sin da allora: Carlo Carretto, Arturo Paoli, Luigi Scalfaro, e altri anche fuori Italia. Con tutti questi ha sognato presto per la Chiesa un cammino diventato in seguito quello del Concilio”. Così Gianni Novello, collaboratore della Fraternità di Romena in provincia di Arezzo, ricorda don Cesare Massa, morto sabato sera, a Vercelli, a 93 anni. “È stato tra i primi iniziatori della sezioni italiana del movimento cattolico internazionale Pax Christi”, ricorda Novello, aggiungendo che “ha collaborato all’organizzazione di tanti incontri in Italia e in Europa ispirati alle tre parole generatrici di Pax Christi: studio, preghiera, azione”. “A questo scopo – aggiunge – ha viaggiato molto per incontrare soprattutto esperienze spirituali antiche e nuove in Italia e in vari Paesi esteri”. Don Massa “credo che abbia incontrato direttamente i più significativi protagonisti del Concilio e del dialogo ecumenico nato da questo”, osserva Novello. “Personalmente – rivela – gli sono molto grato per l’accompagnamento che ha dato alla maturazione della mia vocazione spirituale e laica. Mi ha fatto allora conoscere la comunità ecumenica di Taizè dove sono poi entrato a farne parte come uno dei primi fratelli cattolici”. Per Novello, don Massa visse “il suo sacerdozio come uomo di ascolto e con un suo particolare aspetto di monaco nella città, attentissimo ai segni dei tempi”. “Ha talvolta sofferto incomprensioni ed emarginazioni – continua – ma sempre affrontandole con uno stile di ‘mitezza forte’, come direbbero i nonviolenti dell’America Latina”. “La sua è stata una testimonianza di pace giusta – conclude – esercitata con forza e nascondimento come una pietra bella messa nella fondazione di un edificio”.

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