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Società: mons. Zuppi (Bologna), “l’amore verso il fratello non è volontariato. Unire il servizio alla prossimità”

“Il nostro servizio non deve essere vissuto come un volontariato: nessuno in famiglia si sognerebbe mai di parlare di volontariato, è soltanto amore verso il fratello”. Lo ha detto oggi pomeriggio mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, intervenendo al convegno in corso fino a domani presso la “Fraternità Romena” nel comune di Pratovecchio (Ar). Parlando di Papa Francesco ha affermato: “Il Pontefice riesce a comunicare un senso di prossimità per cui le persone sentono un legame con lui quasi istintivo”. Per il presule, “unire il servizio con la prossimità è una questione che riguarda tutti. Non è solo un problema di ruolo. Quando Papa Francesco afferma in maniera simpatica che i cristiani a volte sono mummie o hanno facce da Quaresima senza Pasqua, ci dice delle verità che toccano tutti”.
L’arcivescovo di Bologna ha anche evidenziato alcuni modi di pensare sbagliati nella società attuale: “Il mondo e l’orgoglio fanno credere che se io prendo, se io posseggo, se io affermo me stesso, trovo l’amore. Invece, la sapienza evangelica ci spiega che solo se perdiamo troviamo. Dobbiamo vivere l’amore che Gesù ci ha insegnato. L’amore dovrebbe essere per noi la specialità della casa e forse l’abbiamo un po’ persa”. Mons. Zuppi ha concluso il suo intervento citando una lettera scritta da don Milani a una giovane studentessa che si interrogava su Dio: “Il sacerdote di Barbiana rispondeva che nel prossimo si può trovare Dio”. Il convegno, che proseguirà fino a domani con gli interventi di padre Ermes Ronchi e del segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, è promosso dalla Fraternità di Romena, fondata da don Luigi Verdi.

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