Festival economia: gli investimenti in salute funzionano, in 25 anni dimezzate morti infantili e materne

C’è una buona notizia sullo stato di salute mondiale: muoiono meno neonati e meno donne di parto. I numeri sono ancora sconcertanti ma in decisa diminuzione: nel 2015, ad esempio, sono morti nel mondo ben 6 milioni di bambini sotto i 5 anni ma sono la metà di quanti erano deceduti nel 1990. Lo stesso vale per le morti materne, scese da mezzo milione a 300mila. “È un dato importante ma gli obiettivi Onu del Millennio erano di raggiungere quota 66% di riduzione. Quindi la strada da fare è ancora molta”, spiega Flavia Bustreo, vicedirettore generale per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità, intervenuta ieri a Trento al 12esimo Festival dell’Economia.
Nel quadro di diminuzione globale, alcuni Stati hanno fatto dei veri miracoli: “Lo Sri Lanka – spiega Bustreo – ha abbassato la mortalità materna a livelli praticamente analoghi a quello degli Stati Uniti. Discorso simile per Cuba e alcuni Stati dell’Africa subsahariana come Etiopia, Malawi e Tanzania”. Il loro segreto? Aver ampliato l’accesso alle cure di base, a partire dalla vaccinazione dei bambini e aver investito in educazione delle madri e accesso all’acqua potabile ha fatto la differenza. E a proposito di vaccini, Bustreo sottolinea come i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità quantifichino in 3 milioni le morti di bambini evitate attraverso l’uso di tali farmaci. “Fondamentali in tal senso – spiega – i nuovi vaccini contro i batteri di polmonite e diarrea”. Evidenze scientifiche che mostrano l’infondatezza delle accuse degli anti-vaccinisti. Eppure l’effetto boomerang provocato è già tangibile: “Siamo il 2° Paese in Europa come casi di morbillo” ricorda Bustreo. “L’esitazione vaccinale è un fenomeno non solo del nostro Paese ed ha una influenza molto negativa sul ritardo o, nei casi più estremi, sul rifiuto completo di sottoporre i neonati all’immunizzazione. Le informazioni su cui si basano le decisioni degli antivaccinisti sono il più delle volte false, veicolate dai social network. Purtroppo stiamo perdendo la memoria storica di quali siano le conseguenze delle malattie per i quali da decenni vacciniamo i nostri figli. Se chiede a una madre di oggi che cosa sia la difterite non sa nemmeno cosa sia. Mia madre aveva perso suo fratello per quella malattia quindi non ha esitato a vaccinarci”.

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