Don Milani: Molinari (La Stampa), “oggi jihadismo è nuovo totalitarismo”

“Un contributo alla formazione delle nuove generazioni”. Così Maurizio Molinari, direttore de “La Stampa”, ha definito “Esperienze pastorali”,  il libro firmato da don Lorenzo Milani, di cui il direttore ha letto un brano, intervenendo all’evento dedicato dal Miur al prete di Barbiana.
Nel testo in questione, don Milani parla di “una legge non ancora ben scritta nei codici”, ma “ben scritta” anche nei cuori dei ragazzi: alcuni la chiamano “legge di Dio”, altri “legge della coscienza”. “Quelli che non credono né all’una, né all’altra, che non sono né cattolici né laici, sono un’infima minoranza malata, sono i cultori dell’obbedienza cieca”, ammonisce don Milani, che per Molinari si richiama alla “doppia identità dello Stato unitario: Stato cattolico e Stato laico”. “Ciò che più ha fondato questa nazione è il principio del dialogo tra laici e cattolici, e l’integrazione di identità diverse”, ha commentato il direttore del quotidiano torinese: “Essere italiani significa essere laici e cattolici: è un principio basilare della nostra identità collettiva”. I “cultori dell’obbedienza cieca”, ha fatto notare Molinari, “sono i seguaci di quei totalitarismi che hanno insanguinato il Novecento”. Un totalitarismo che “oggi ha un’altra espressione: il jihadismo, che è annullamento dell’altro attraverso la violenza, dove l’altro è anche un musulmano. Don Milani è stato un visionario”.

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