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Papa Francesco: Messa 25° ordinazione episcopale, “non siamo geronti” ma “nonni chiamati a sognare e dare questo sogno ai giovani”

(L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

“Quando Abramo fu chiamato aveva più o meno la nostra età, stava per andare in pensione per riposarsi… Un uomo anziano con il peso della vecchiaia, quella vecchiaia che porta i dolori, le malattie”, e invece, “come se fosse un giovanotto, come se fosse uno scout: alzati, vai, guarda, spera”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della concelebrazione eucaristica presieduta questa mattina nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico con i cardinali presenti a Roma in occasione del suo 25° di ordinazione episcopale. Nell’omelia pronunciata interamente a braccio, il Pontefice ha affermato: “Questa parola di Dio è anche per noi che abbiamo un’età come quella di Abramo più o meno”. Il Signore “ci dice che non è l’ora di mettere la nostra vita in chiusura; di non compendiare la nostra storia, ci dice che è aperta fino alla fine, aperta con una missione e con questi tre imperativi ce la indica”. “Qualcuno che non ci vuole bene – scandisce Francesco – dice di noi che siamo la gerontocrazia della Chiesa: è una beffa, non capisce quello che dice. Noi non siamo geronti, siamo dei nonni, siamo dei nonni, e se non sentiamo questo dobbiamo chiedere la grazia di sentirlo, dei nonni ai quali i nostri nipotini guardano. Dobbiamo dare loro il senso della vita con la nostra esperienza”. Nonni “non chiusi nella malinconia ma aperti: per noi questo alzati, guarda, spera, si chiama sognare. Noi siamo nonni chiamati a sognare e del nostro sogno la gioventù di oggi ha bisogno perché loro prenderanno dai nostri sogni la forza di profetizzare e portare avanti il nostro compito. Mi viene in mente quel passo di Luca su Simeone e Anna: due nonni, ma quanta capacità di sognare”. “Questo – conclude il Papa – è quello che oggi il Signore ci chiede: di essere nonni, di avere la vitalità dai dare ai giovani che ci aspettano, di non chiudersi. I giovani aspettano dalla nostra esperienza, dai nostri sogni positivi per portare avanti la profezia e il lavoro. Chiedo al Signore per tutti noi che ci dia questa grazia, la grazia di essere nonni, la grazia di sognare e dare questo sogno ai nostri giovani, ne hanno bisogno”.

(L’Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

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