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Medio Oriente: mons. Pizzaballa, “la sfida del futuro è il diritto di cittadinanza. Tutti i cittadini sono uguali”

Mons. Pierbattista Pizzaballa

In un Medio Oriente in preda a tensioni e guerre “il diritto di cittadinanza è determinante, è la sfida del futuro. La comunità internazionale deve prestare molta attenzione a questo tema soprattutto adesso, preoccupandosi non solo del business della ricostruzione del Medio Oriente ma anche di far sì che si ricostruiscano legislazioni e Costituzioni”. Il monito è di mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato Latino, nei giorni scorsi in Italia per partecipare al Quarto Meeting nazionale dei giornalisti cattolici (e non), a Grottammare. “Credo che gli aiuti debbano essere condizionati al suo rispetto: tutti i cittadini sono uguali”, dichiara senza mezzi termini il francescano, già custode di Terra Santa. “Non si creino riserve indiane per cristiani, sunniti, sciiti, yazidi, curdi e via dicendo. Il modello di convivenza in Medio Oriente, basato su identità tra fede e comunità, oggi è fallito. La convivenza – sottolinea in un’intervista al Sir – deve basarsi su altre prospettive. Il tema è la cittadinanza e non la laicità positiva che non esiste in Medio Oriente. Ricostruire il Medio Oriente senza inquadrare questi aspetti sarebbe un fallimento e l’anticamera delle crisi future. Su questo noi cristiani dobbiamo lavorare e insistere. La presenza cristiana obbliga tutte le società in Medio Oriente, e le relative maggioranze islamiche, a interrogarsi su questo aspetto da una prospettiva diversa che non è quella musulmana”. Nell’intervista mons. Pizzaballa tocca anche altri temi, tra cui lo status di Gerusalemme, l’accordo fondamentale tra Israele e Santa Sede che “dovrebbe essere firmato entro l’anno”, le colonie, la soluzione “Due Popoli Due Stati”, l’esodo dei cristiani e il calo dei pellegrinaggi.

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