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Festa di Avvenire: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “da qui un messaggio di riscatto civile e sociale, culturale e umano, spirituale e mariano”

“Auguro che da questo scenario meraviglioso e unico di Matera possa arrivare a tutti un messaggio di riscatto civile e sociale, culturale e umano, spirituale e mariano: non a caso quest’evento ho voluto che si celebrasse all’interno della festa della Madonna della Bruna. Matera, tra le tante belle definizioni attribuitele, ne ha una in particolare, della quale ne andiamo orgogliosi: è la città di Maria”. Lo ha affermato ieri sera l’arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, aprendo a Matera la prima “Festa di Avvenire” dell’estate 2017. L’arcivescovo ha iniziato il suo saluto citando san Giovanni Paolo II: “Cultura è ciò per cui l’uomo, in quanto uomo, diviene maggiormente uomo”. “Da Matera, patrimonio Unesco che si proietta verso il 2019 quale Capitale europea della cultura, come Chiesa cattolica focalizziamo l’umanità intera”, ha rilevato mons. Caiazzo, evidenziando che “è quanto in definitiva, fin dalle prime battute, dice il Concilio Vaticano II nella Costituzione pastorale Gaudium et spes: ‘Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore’”. “Sembra di sentire la voce di Papa Francesco”, ha osservato l’arcivescovo, aggiungendo che “questa è stata la missione della Chiesa da sempre, la stessa che oggi guida Papa Francesco e che ci ricorda: ‘Una Chiesa che presenta questi tre tratti – umiltà, disinteresse, beatitudine – è una Chiesa che sa riconoscere l’azione del Signore nel mondo, nella cultura, nella vita quotidiana della gente’”.

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